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Lavoro 28 Ottobre 2022

Quando produrre costa troppo

In questo periodo molte imprese pensano di fermare l’attività come unica soluzione per comprimere i costi esagerati legati alla produzione. Ma una risposta adeguata la si potrebbe trovare anche in misure organizzative alternative.

La combinazione del caro energia con il difficile reperimento delle materie prime può comportare che la produzione abbia dei costi troppo elevati e senza che l’impresa riesca a ribaltare gli aumenti sul prezzo di vendita. Ma se riuscisse a farlo, l’esclusione dal mercato di riferimento diventerebbe certa a causa dei prezzi non più concorrenziali con gli altri competitors di settore. Le imprese, soprattutto in determinati settori, stanno pianificando di fermare la produzione per evitare che l’aumento incontrollato dei costi azzeri i margini di profitto, nonostante il portafoglio pieno di ordini. Ciò consentirebbe loro di risparmiare sui costi aziendali legati alle utenze ed al funzionamento dei macchinari, a scapito però dei lavoratori che potrebbero finire in cassa integrazione, con i disagi economici che ne conseguirebbero per entrambe le parti. Infatti, finita l’era emergenziale Covid che consentiva l’accesso alla cassa integrazione in modo libero e gratuito, ora i datori di lavoro che intendono richiederla devono documentare le difficoltà in cui si trovano e versare all’INPS una contribuzione aggiuntiva proporzionata alle ore di riduzione del lavoro. Senza dimenticare che la crisi energetica, a tal fine, non è considerata emergenziale ed è diventata causale integrabile dallo scorso mese di aprile (grazie al D.M. del Ministero Lavoro n.67/2022 che ha modificato la precedente disciplina...

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