Regime fiscale dei conferimenti di partecipazioni estere
L’art. 177, c. 2 del Tuir ammette ora al realizzo controllato anche i conferimenti in società non residenti, superando la tesi restrittiva dell’Agenzia; restano però possibili asimmetrie impositive con lo Stato estero, da verificare in Convenzione.
Il tema fiscale dei conferimenti di partecipazioni sociali è di grande attualità dal momento che l’impiego dell’operazione si rende funzionale sia in un’ottica di riorganizzazione di assetti societari sia per programmare il passaggio generazionale in ordine a rilevanti asset del patrimonio familiare. Il Tuir se ne occupa principalmente all’art. 177 prevedendo un generale regime di neutralità fiscale c.d. di “realizzo controllato” per gli scambi delle partecipazioni, nelle 2 articolazioni strutturali delle permute e dei conferimenti, facendolo essenzialmente dipendere dall’impostazione contabile dell’operazione. Non si tratta, infatti, di una neutralità fiscale connaturata all’operazione come, ad esempio, per le trasformazioni (art. 170), fusioni (art. 172) e scissioni (art. 173), le donazioni e successioni d’azienda (art. 58) in ordine alle quali il legislatore, con l’impiego dello specifico sintagma “non dà luogo a realizzo né a distribuzione di plusvalenze e minusvalenze”, manifesta un completo e incondizionato disinteresse fiscale fatto derivare dalla configurazione civilistica dell’operazione.In specifico ordine alla natura dei soggetti che partecipano alla delineazione strutturale dei conferimenti di partecipazioni, si deve sottolineare come l’art. 177, c. 2 del Tuir, già nella versione originaria, testualmente operasse un rinvio generico a “società conferitaria” e all’acquisizione del controllo di “una società ai sensi...