Regime fiscale nell’imposizione diretta delle spese di ospitalità
Le spese per ospitare i clienti in eventi in cui sono esposti i prodotti dell’impresa non sono di rappresentanza: l’art. 1, c. 5 D.M. 19.11.2008 prevale sul principio generale e ne consente la piena deduzione, con obbligo documentale.
Il regime fiscale delle spese di ospitalità richiede preliminarmente l’esame dell’orientamento più recente della Corte di Cassazione in ordine alla distinzione tra spese di rappresentanza e di pubblicità, allo scopo di rendere intravedibile il raccordo più coerente con le spese di ospitalità.
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza 13.09.2025, n. 25143, ha ritenuto che, ai sensi dell’art. 1, c. 1, D.M. 19.11.2008, agli effetti dell’applicazione dell’art. 108, c. 2, secondo periodo del Tuir, si considerano inerenti, sempreché effettivamente sostenute e documentate, le spese per erogazioni a titolo gratuito di beni e servizi, effettuate con finalità promozionali o di pubbliche relazioni e il cui sostenimento risponda a criteri di ragionevolezza in funzione dell’obiettivo di generare anche potenzialmente benefici economici per l’impresa ovvero sia coerente con pratiche commerciali di settore. Per la riportata Cassazione, il criterio discretivo tra spese di rappresentanza e spese di pubblicità è quello classico e va individuato negli obiettivi perseguiti, atteso che le prime sono sostenute per accrescere il prestigio della impresa senza dar luogo a un’aspettativa di incremento delle vendite, se non in via mediata e indiretta attraverso il conseguente aumento della sua notorietà e immagine, mentre le seconde hanno una diretta finalità...