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Diritto del lavoro e legislazione sociale 05 Settembre 2026

Retribuzione, attenti ai mezzi di pagamento utilizzati

Le recenti riforme sulla trasparenza salariale introducono ulteriori formalismi, oltre al noto divieto di pagamento in contanti.

L’esigenza di contrastare il fenomeno del lavoro sommerso ha portato il legislatore a imporre il pagamento della retribuzione esclusivamente con metodi tracciabili sanzionando al tempo stesso l’utilizzo del contante. Analizziamo la questione in dettaglio.Cosa prevede la Manovra 2018 - La L. 205/2017 (legge di Bilancio 2018) art. 1, cc. 910-914, impone ai datori di lavoro, dal 1.07.2018, di corrispondere la retribuzione (compresi gli anticipi) esclusivamente con strumenti tracciabili: bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal dipendente; strumenti di pagamento elettronico; consegna di contanti effettuata presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro ha aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento; assegno o vaglia postale, consegnato direttamente al lavoratore o in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato (coniuge, convivente o familiare, in linea retta o collaterale, purché di età non inferiore a 16 anni). La retribuzione netta mensile spettante al dipendente non può essere corrisposta dal datore di lavoro direttamente al lavoratore a mezzo consegna di denaro contante.Carte prepagate - Tra i metodi di pagamento ammessi dal legislatore rientra altresì la carta di credito prepagata intestata al dipendente, anche se la stessa non è collegata a coordinate IBAN. In tale ipotesi è fatto obbligo al datore di lavoro di conservare le ricevute di versamento, ai fini della loro eventuale esibizione agli...

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