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Diritto
03 Agosto 2023
Riconoscimento dei costi degli accertamenti (seconda parte)
La Corte di Cassazione si allinea alle statuizioni della Corte Costituzionale e riconosce la necessità di raccordare in ogni caso agli accertamenti fondati sulle indagini finanziarie il riconoscimento dei corrispondenti costi.
Nella prima parte si è sottolineato come assumere il prelievo ingiustificato come ricavo evaso, consentendo nell’operazione di rideterminazione del reddito una riduzione di valore imponibile fatta derivare da una fantomatica incidenza percentuale di costi, allo scopo di salvaguardare i principi costituzionali della ragionevolezza e della capacità contributiva, non corrisponda ad alcuna seria ragionevolezza. In altri termini, mentre secondo l’ordinaria logica aziendalistica dell’atto di mercato, il reddito imponibile si raccorda con il margine di guadagno che si addiziona al costo del fattore produttivo, nel percorso induttivo della Consulta si segue una sorta di raccordo inverso, reso necessario dalla ritenuta conformazione legale della presunzione: prelievo ingiustificato - costo del fattore produttivo - ricavo evaso, meno un’imprecisata percentuale d’incidenza dei costi, in luogo dei costi certi e oggettivi come rivelati dalla presunzione. In tale modo si evita di annullare del tutto l’esito della verifica, a scapito della logicità critica tra fatto noto e fatto indotto che dovrebbe costituire il fondamento costitutivo della presunzione legale.
Visto l’incongruenza dell’approdo esegetico cui si perviene configurando la prova bancaria alla stregua di una presunzione legale, appare necessario un approfondimento su tale peculiarità probatoria. Se si procede alla ricostruzione storica del quadro...