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Paghe e contributi 29 Aprile 2026

Riduzione retribuzione: patti prima del Jobs Act e criterio temporale

L’ordinanza 3.04.2026, n. 8402 chiarisce che la riduzione della paga richiede oggi un accordo assistito. Per i patti anteriori al Jobs Act, invece, conta il periodo in cui l’intesa è stata firmata e ha prodotto effetti.

La decisione nasce dal ricorso di un lavoratore con qualifica dirigenziale che, nel 2013, aveva accettato una riduzione della retribuzione per consentire all’azienda di affrontare una fase di difficoltà finanziaria. L’intesa, sottoscritta fuori da una sede protetta, avrebbe dovuto esaurire i suoi effetti entro dicembre 2014. In concreto, però, la decurtazione si è protratta fino al 2019. Da qui la richiesta giudiziale: accertare la nullità del patto oppure ottenere le differenze retributive maturate dal gennaio 2015, insieme agli scatti di anzianità previsti dal contratto collettivo e a un bonus risultati riferito al biennio 2017-2018. In primo grado il tribunale aveva accolto soltanto la domanda sul bonus; in appello, invece, il quadro si era allargato con il riconoscimento delle differenze retributive e degli scatti.Nodo giuridico - La società ha portato la vicenda in Cassazione sostenendo che quella lettura aveva attribuito al principio di irriducibilità della retribuzione una portata troppo ampia. Qui si colloca il punto di diritto. Prima della riforma del 2015, l’art. 2103 c.c. legava la tutela economica soprattutto alla tutela delle mansioni e della professionalità. In quel sistema la riduzione del trattamento pattuito veniva valutata, in larga parte, dentro il rapporto tra contenuto della prestazione e valore economico della stessa. Dopo il Jobs Act, invece, il c. 6 dello stesso articolo consente accordi individuali che incidono su mansioni,...

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