In Italia, l'accesso al credito per le PMI ha registrato una riduzione significativa negli ultimi anni, con cali percentuali dal 2,7% (breve termine) al 3,5% (medio-lungo termine) nel II° semestre 2024 secondo la Banca d’Italia (Rapporto Stabilità Finanziaria n. 1/2025). Inoltre, quasi il 25% dei prestiti alle PMI, nel 2024-2025, è garantito dallo Stato tramite Fondo di Garanzia, segnalando dipendenza da supporti pubblici. I supporti privati necessitano quindi di una revisione per ritrovare nuova centralità e diventare motore per l’espansione creditizia. Il disegno di legge n. 1484 mira a rendere capace, il sistema della garanzia collettiva, di rispondere alle croniche "difficoltà strutturali delle PMI nel finanziamento bancario".
L’architrave di questo cambiamento è rappresentato dall’art. 7 che delega il Governo a emanare, entro 12 mesi, uno o più decreti legislativi per razionalizzare, riordinare e semplificare l'intera disciplina. Un cambiamento normativo che trova le sue radici nel cosiddetto Small Business Act del 2008 della Commissione europea e recepita in Italia con la L. 180/2011.
Gli obiettivi della riforma sono: rafforzare la solidità degli intermediari e ampliare i servizi offerti, mantenendo però salda la connotazione mutualistica che costituisce l'anima dei Confidi. In tale ottica è previsto l'allargamento della base partecipativa a soggetti diversi dalle piccole imprese e dai liberi professionisti. L’ingresso di nuovi attori di mercato mira a irrobustire il capitale e la stabilità del sistema, permettendo ai Confidi di trasformarsi in organismi aperti a nuove sinergie patrimoniali. Ulteriori azioni volte al miglioramento della stabilità del comparto sono la promozione dell'integrazione interconsortile, utile anche ad una maggiore efficienza operativa, e saranno riviste le condizioni per l’iscrizione all’albo a seguito di una modifica dell’art. 106 del Testo Unico Bancario (TUB).
La vera rivoluzione riguarda l’oggetto sociale: i Confidi del futuro non saranno più semplici "garanti", ma veri e propri partner strategici per le PMI. La delega spinge verso uno sviluppo delle attività di consulenza e assistenza alle imprese socie, con il fine ultimo di "favorire la riduzione dei costi di istruttoria per la valutazione del merito creditizio delle imprese". Sotto la vigilanza della Banca d'Italia, inoltre, questi intermediari potranno inoltre muoversi in ambiti contigui, dai servizi di pagamento a quelli di investimento, laddove autorizzati, agendo come moderni centri di servizi finanziari integrati. Il percorso legislativo, iniziato con la presentazione del D.D.L. il 12.05.2025 e passato attraverso il vaglio delle Commissioni parlamentari, si avvia ora alla fase attuativa. I decreti legislativi, attesi entro maggio 2026, che daranno corpo alla riforma, saranno adottati su proposta congiunta del Ministro delle Imprese e del Made in Italy e del Ministro dell'Economia e delle Finanze.
Prima della loro emanazione definitiva, gli schemi dei decreti dovranno passare al vaglio del Consiglio di Stato, che avrà trenta giorni per esprimere il proprio parere, e successivamente delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, chiamate a pronunciarsi entro 40 giorni. Il D.D.L. 1484 è categorico nello stabilire che dall'attuazione della riforma "non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica".
