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Lavoro
16 Gennaio 2023
Rimborso spese al lavoratore per uso auto propria
Il lavoratore che utilizza la propria auto per motivi di lavoro ha diritto al rimborso del costo sostenuto; il datore di lavoro deve valutare l’impatto in capo al lavoratore, senza trascurare i rischi di controllo degli organi Ispettivi.
Nelle aziende è frequente la soluzione di non accollarsi le spese per l’acquisto o il noleggio della cosiddetta “auto aziendale” per poi assegnarla al lavoratore ad uso lavoro, ma di rimborsare al lavoratore i costi che ha sostenuto per aver utilizzato la propria auto privata ad uso lavoro.
Il rimborso spese per uso auto propria vale non solo per il lavoratore dipendente, ma anche per il collaboratore coordinato e continuativo, per gli amministratori e i collaboratori occasionali. Il presupposto è l’utilizzo dell’auto privata del lavoratore per uso lavoro, quindi in occasione di trasferte, non per il tragitto casa-lavoro; unica eccezione a quest’ultima considerazione è il tragitto dalla propria casa direttamente alla sede di cliente o fornitore, per esempio, dei lavoratori piazzisti, venditori, corrieri, che non hanno una sede lavorativa abituale.
È obbligatoria la comunicazione scritta dell’azienda al lavoratore in cui le parti concordano e contrattualizzano il possibile uso dell’auto privata da parte del lavoratore per svolgere l’attività lavorativa.
La comunicazione di utilizzo dell’auto privata ad uso lavoro deve contenere, in particolare: le ragioni; la tipologia dell’auto nel dettaglio; il valore del rimborso delle spese; la compilazione della scheda trasferte; la durata, anche a tempo determinato.
L’Agenzia delle Entrate ogni anno aggiorna e pubblica in...