Ritrovare nei nuovi Testi Unici le disposizioni degli abrogati
Un applicativo digitale con tabelle di concordanza aiuterà a orientarsi nei nuovi Testi unici, a partire dal Tuir del D.Lgs. 117/2026: il caso della clausola di salvaguardia sul Tfr, recepita nell’art. 21 del nuovo testo, ne dimostra l’utilità.
Può solo essere guardato con favore l’annuncio del Viceministro dell’Economia e delle Finanze che ha rassicurato gli addetti ai lavori, disorientati dalla mole di modifiche, informandoli della predisposizione di uno speciale applicativo digitale che, con adeguate tabelle di concordanza, consentirà di ritrovare nei nuovi Testi Unici le disposizioni degli abrogati vecchi testi.Dal prossimo 1.01.2027, infatti, il nuovo Testo Unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026) sostituirà il vecchio Testo Unico di cui al D.P.R. 917/1986 e in esso confluiranno disposizioni attualmente presenti in norme stratificatesi nel tempo. Questo renderà indubbiamente complesso il passaggio dal vecchio al nuovo testo.Che di un aiuto a orientarsi ci sia bisogno ne è prova il recente rumore provocato dalla notizia che, con l’abrogazione del “vecchio” Tuir, sarebbe venuto meno il particolare regime di favore derivante proprio dall’accorpamento delle diverse disposizioni. Il caso è semplice: l’art. 17 del vecchio Testo Unico delle Imposte sui Redditi detta una tassazione separata specifica per il Tfr, integrata da una clausola di salvaguardia introdotta dalla legge Finanziaria del 2007.Ci riferiamo in particolare alla cosiddetta clausola di salvaguardia di cui alla lontana Finanziaria 2007 (L. 296/2006), disposizione espressamente abrogata dall’art. 376 D.Lgs. 117/2026, con il quale è stato approvato il nuovo Tuir. Il che ha portato ad affermare, con toni spesso apocalittici,...