Diritto del lavoro e legislazione sociale
29 Aprile 2026
Salario giusto e altre misure nel decreto "Primo Maggio"
Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in occasione della ricorrenza del Primo Maggio 2026, un decreto-legge in materia di lavoro che interviene su più fronti del mercato occupazionale.
Con l'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del nuovo decreto-legge in materia di lavoro, il Governo ha adottato un provvedimento simbolicamente legato alla ricorrenza del Primo Maggio. L’attenzione è rivolta principalmente alla disciplina del cosiddetto "salario giusto", un concetto che il legislatore ha scelto di costruire in modo ampio e articolato. Diversamente dalla logica del salario minimo legale - che fissa una soglia oraria di riferimento - il provvedimento punta a valorizzare il trattamento economico complessivo del lavoratore, comprensivo non solo della retribuzione base ma di tutte le voci economiche che compongono il contratto individuale. L'operazione è quindi di natura qualitativa e punta a elevare lo standard effettivo della contrattazione, agendo sugli strumenti di incentivazione alle imprese. Il provvedimento è destinato a incidere direttamente su una platea stimata di circa 4 milioni di lavoratori del settore privato, con uno stanziamento prossimo al miliardo di euro destinato al rifinanziamento degli incentivi occupazionali, per i quali è previsto un meccanismo di condizionalità. Il decreto introduce, infatti, il principio secondo cui l'accesso ai benefici pubblici per le assunzioni è subordinato all'effettiva applicazione del “salario giusto” nei confronti dei lavoratori interessati. Chi applica contratti collettivi non rappresentativi - i cosiddetti "contratti pirata" - è pertanto escluso dal circuito degli incentivi statali. Con...