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Diritto del lavoro e legislazione sociale 28 Ottobre 2026

Sentenza Corte Costituzionale sul licenziamento nelle imprese minori

La Corte Costituzionale interviene nuovamente sul tema dell’indennità per licenziamento illegittimo nelle piccole imprese: per gli assunti fino al 6.03.2015 cade il requisito dimensionale per le maggiorazioni fino a 10 e 14 mensilità.

Una decisione prevedibile non può essere definita altrimenti, la sentenza della Corte Costituzionale 22.10.2026, n.  174. A ben vedere una sorta di necessaria conseguenza, a distanza di poco più di un anno, della precedente pronuncia n. 118/2025.Il tema è quello dell’indennità risarcitoria per i casi di licenziamento illegittimo nelle aziende non rientranti nel disposto ex art. 18 L. 300/1970, le c.d. aziende sotto soglia. Il legislatore, nel tratteggiare una distinta disciplina su tale questione, tra imprese “grandi” e “piccole”, si è mosso con il duplice intento di tutelare: il lavoratore, quale parte debole del rapporto di lavoro, a fronte di un recesso datoriale non giustificato; il datore di lavoro tenendo conto che una diversa e più ridotta struttura aziendale fosse meritevole di norme dissuasive differenziate.   Come noto agli operatori, con la riforma denominata Jobs Act, a mezzo del D.Lgs. 23/2015 è stata rivista l’intera disciplina dei contratti a tempo indeterminato, definiti infatti a tutele crescenti, normativa peraltro oggetto nel tempo di una sistematica azione di revisione da parte del Giudice delle Leggi; tutto questo a valere per le assunzioni operate dal 7.03.2015. All’art. 9 del decreto citato veniva regolamentata l’eventuale indennità risarcitoria spettante al lavoratore, per i casi di licenziamento in imprese sotto soglia art. 18, con...

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