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Lavoro 29 Ottobre 2021

Slalom in azienda tra i lavoratori senza green pass

I diretti interessati cercano alternative e il datore si deve districare tra assenze, tamponi, ferie, malattie e procedure. Un mix di dubbi e (poche) certezze a guidare le aziende nella gestione di varie casistiche quotidiane.

È partito l'obbligo di green pass sui luoghi di lavoro e il caos che tutti temevano non c'è stato affatto. Il senso di responsabilità dei datori e la diligenza della maggior parte dei dipendenti hanno permesso una gestione abbastanza snella del nuovo adempimento ed il buon senso ha prevalso sul resto. L'organico aziendale ha comunque avuto uno scossone significativo, con alcuni comportamenti “scomodi”, difficili da gestire e non sempre chiari a livello normativo. Vediamo le situazioni più frequenti. Assenza (ingiustificata) - Fino al 31.12.2021 è la condizione normale del dipendente senza green pass, introdotta dall'art. 3, c. 6 D.L. 127/2021, che prevede di fatto l'inidoneità al lavoro e la perdita della retribuzione (diretta ed indiretta, compresi benefit ed indennità aggiuntive) fino alla presentazione del certificato, con diritto in ogni caso alla conservazione del posto e senza conseguenze disciplinari. Malattia - Per la malattia sorta nel periodo di assenza per mancanza del green pass è ragionevole pensare che l'evento sia irrilevante. Il D.L. 127/2021 ben identifica la natura dell'assenza ed il suo trattamento sia a livello giuridico che economico, pertanto, non può variare l'origine dell'assenza se il dipendente già mancava nel momento in cui insorge la malattia. La malattia sarebbe legittima solo dopo il rientro del lavoratore che ha presentato il...

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