Diritto del lavoro e legislazione sociale
28 Ottobre 2026
Smart working dall’estero: quando c’è stabile organizzazione
Il Commentario OCSE 2025 introduce criteri più chiari per valutare quando il lavoro da casa in un altro Stato può costituire una sede d’affari dell’impresa. Il testo dell’art. 5 resta invariato.
Un dipendente che lavora da casa in un altro Paese non crea automaticamente una stabile organizzazione per il datore di lavoro. Occorre verificare se quel luogo possa essere considerato una sede d’affari attraverso cui l’impresa svolge, in tutto o in parte, la propria attività.L’aggiornamento del Modello OCSE, approvato il 18.11.2025 e pubblicato il giorno successivo, aggiunge al Commentario all’art. 5 una sezione dedicata al lavoro transfrontaliero da casa. I nuovi paragrafi 44.1-44.21 sostituiscono le indicazioni precedenti sul tema. Il testo dell’art. 5 non è stato modificato: l’aggiornamento chiarisce come valutare il lavoro da remoto nell’applicazione della regola sulla stabile organizzazione.
Il Commentario indica una soglia temporale. In via generale, se il dipendente lavora dalla propria abitazione o da un altro luogo utilizzato anche a fini privati per meno del 50% del proprio tempo di lavoro per l’impresa, quel luogo non è considerato una sede d’affari dell’impresa. La verifica si compie su qualsiasi periodo di 12 mesi che inizi o termini nell’esercizio fiscale considerato. Conta il lavoro svolto in concreto; gli accordi e le policy aziendali aiutano a ricostruirlo se rispecchiano la realtà.Se il dipendente lavora da quel luogo per almeno il 50% del tempo, la stabile organizzazione non si forma automaticamente: occorre valutare tutti i fatti. Un elemento centrale...