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Paghe e contributi 31 Ottobre 2026

Socio amministratore, l’Inps deve provare il lavoro abituale

La Cassazione, con l’ordinanza 5.10.2026, n. 26218, chiarisce quando è dovuta la doppia iscrizione previdenziale e quale effetto produce il giudicato interno sulle richieste di contributi.

La posizione di socio amministratore di una S.r.l. impone di verificare le mansioni effettive ai fini dell’iscrizione alla Gestione commercianti. Lo afferma la Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l’ordinanza 5.10.2026, n. 26218. La vicenda riguarda un lavoratore che amministrava 2 società, destinatario di altrettanti avvisi di addebito dell’Inps. I giudici distinguono le funzioni societarie dall’attività operativa personale e chiariscono l’efficacia del giudicato interno.   Pretese dell’Inps e decisioni di merito - Il primo avviso, di novembre 2017, reclamava 115.405,09 euro di contributi eccedenti il minimale per gli anni 2007-2011. Il secondo, di luglio 2018, chiedeva 7.092,42 euro per il biennio 2016-2017. Il lavoratore contestava i presupposti dell’iscrizione, il calcolo dei contributi e la prescrizione, chiedendo anche la restituzione di 83.416,99 euro già versati.Il Tribunale di Lecco aveva accolto le opposizioni per carenza di prova dell’attività personale abituale e prevalente. La Corte d’Appello di Milano, accogliendo il gravame dell’Inps, aveva rigettato le domande del lavoratore.   Attività abituale e prevalente da dimostrare - La Gestione Separata riguarda l’attività di amministratore; la Gestione commercianti richiede la partecipazione personale del socio al lavoro dell’impresa commerciale, in modo abituale e prevalente. Spetta...

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