Diritto del lavoro e legislazione sociale
04 Settembre 2026
Soldi sottratti all’azienda: compensazione con lavoro futuro
La Cassazione, con l’ordinanza 12.08.2026, n. 24617, ha ritenuto valido l’accordo con cui un lavoratore e il datore destinano retribuzioni future alla compensazione di somme sottratte all’azienda, anche in base alla condotta tenuta.
La compensazione volontaria può incidere anche su crediti retributivi destinati a maturare in futuro. Lo ha affermato la Sezione lavoro della Corte di Cassazione con l’ordinanza 12.08.2026, n. 24617, pronunciandosi su una vicenda nella quale un lavoratore aveva rivendicato differenze retributive, Tfr e indennità sostitutiva del preavviso per oltre 94.000 euro. Nei giudizi di merito era stato accertato che lo stesso lavoratore si era appropriato, in precedenza, di somme aziendali per più di 108.000 euro. Secondo la ricostruzione accolta dai giudici, le parti avevano concordato di considerare quelle somme come anticipazioni sulle retribuzioni che sarebbero maturate successivamente.L’accordo di compensazione e i crediti futuri - Al centro della decisione c’è il cosiddetto pactum de compensando, disciplinato dall’art. 1252 c.c. La Cassazione ha richiamato un precedente del 2013 e ha ribadito che le parti possono stabilire contrattualmente le condizioni alle quali crediti e debiti reciproci verranno compensati anche in un momento successivo. L’accordo può, quindi, riguardare crediti futuri, purché le condizioni dell’effetto compensativo siano state definite tra le parti. Nel caso esaminato, il debito accertato a carico del lavoratore superava il credito retributivo richiesto con decreto ingiuntivo. La compensazione concordata ha, quindi, assorbito le somme che il lavoratore rivendicava a titolo di retribuzione e competenze di fine rapporto.Il comportamento può...