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Paghe e contributi 14 Marzo 2026

Superminimi, la Cassazione porta il caso in pubblica udienza

Ordinanza interlocutoria n. 4396, pubblicata giovedì 26.02.2026: rinvio a nuovo ruolo per la trattazione in pubblica udienza di un contenzioso su assorbimento dei superminimi, uso aziendale e recesso.

L’ordinanza interlocutoria della Cassazione (Sez. lavoro) 26.02.2026, n. 4396 rimette a un nuovo ruolo, con trattazione in pubblica udienza, una vicenda su superminimi e assorbimento collegata a uso aziendale e recesso. Quanto ai fatti, dal febbraio 2018 una società ha iniziato a ridurre, tramite assorbimento, una specifica voce in busta paga collegata al superminimo per 5 dipendenti. Il Tribunale di Milano ha giudicato illegittima l’operazione e ha ordinato di ripristinare la voce retributiva nella misura risultante a gennaio 2018, oltre a restituire tutte le somme trattenute a partire dal febbraio 2018, con accessori e spese. In appello, la Corte d’Appello di Milano ha confermato l’impostazione della decisione per la maggior parte delle posizioni, mentre per una singola posizione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, perché le parti avevano raggiunto un accordo su quel punto.Tre motivi del ricorso e nodi giuridici - In Cassazione la società propone 3 motivi, qualificati come errori di diritto ai sensi dell’art. 360, c. 1, n. 3 c.p.c.Il primo riguarda le condizioni che consentono l’assorbimento dei superminimi, con richiami agli artt. 1362, 2078 e 2697 c.c., sostenendo che i giudici abbiano trasformato una prassi retributiva in un vincolo. Il secondo riguarda l’uso aziendale e la sua revocabilità, con riferimento agli artt. 1373 e 2078 c.c., collegando la legittimità dell’operazione al recesso comunicato dall’azienda. Il terzo...

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