Accertamento, riscossione e contenzioso
15 Luglio 2026
Utili extracontabili: la Cassazione ignora la Corte Costituzionale
La sentenza n. 13917/2026 ribadisce la presunzione di distribuzione ai soci degli utili extracontabili nelle società a ristretta base, ignorando la Consulta, che impone anche al processo tributario lo standard del ragionevole dubbio.
Sulla presunzione della distribuzione extracontabile degli utili di sola creazione giurisprudenziale e non legale è tornata a pronunciarsi la Corte di Cassazione con la sentenza n. 13917/2026, insistendo sul solito stereotipo a mente del quale: “nelle società di capitali a ristretta base partecipativa la presunzione di attribuzione ai soci degli utili extracontabili opera in ragione della sola suddetta ristrettezza, ferma restando la (sola) possibilità per i soci di fornire la prova contraria, mediante la dimostrazione della destinazione non personale degli utili ovvero della propria assoluta estraneità alla vita e alla gestione della società”.Poco conta che la compatta dottrina accademica sottolinei come tale presunzione si fondi su un’inferenza induttiva poco incline a esternare quel livello indiziario di prova necessario per prestare almeno adesione al principio del “più probabile che non”, ritenuto sino a poco tempo fa il paradigma di prova di governo nel processo tributario. Purtroppo per la Cassazione conta poco (o persino nulla) anche l’insegnamento della Corte Costituzionale che, con la sentenza n. 50/2026, ha ritenuto che risponda a diritto l’obbligo di rivedere verso l’alto tale livello di probabilismo perequandolo al principio di prova valido nel processo penale del superamento di ogni ragionevole dubbio. Nella sentenza della Consulta è dato rinvenire un arresto che, seppure incentrato sull’efficacia del giudicato penale di assoluzione nel...