Utili in nero e art. 47 Tuir: la Cassazione inventa la trasparenza
Per la sentenza n. 13917/2026 gli utili extracontabili vanno tassati per intero in capo ai soci: negato l’art. 47 del Tuir e applicato lo schema della trasparenza delle società di persone, in contrasto con gli artt. 23 e 53 Cost.
La Cassazione, con la sentenza n. 13917/2026, mette a serio rischio la democrazia fiscale in Italia. Per la Cassazione va considerata consolidata l’affermazione a mente della quale il beneficio dell’esenzione parziale dall’imposizione degli utili societari, inteso a mitigare la tassazione degli utili distribuiti ai soci sul rilievo della tassazione a monte sopportata dalla società, trova applicazione esclusivamente in caso di redditi regolarmente dichiarati da quest’ultima in un documento contabile, non anche in caso di redditi non contabilizzati, non dichiarati e quindi sottratti a qualsivoglia tassazione, in capo alla società come ai soci: redditi i quali, pertanto, una volta accertati per altra via, soggiacciono a ordinario meccanismo d’imputazione, in misura intera e non ridotta. In tale caso, per il giudice di legittimità, non viene in rilievo l’art. 47 del Tuir e a tale conclusione offrirebbe supporto il tenore letterale del primo periodo del c. 1 di detto articolo vigente “ratione temporis”. La previsione, dunque, evocava espressamente la fattispecie della distribuzione degli utili necessariamente previamente contabilizzati. Mette conto di aggiungere, sempre per la Cassazione, che, pur dopo la soppressione di tale inciso, il nuovo regime di tassazione non si sottrae al presupposto della contabilizzazione. A tal riguardo, ancora per la Suprema Corte, si deve rilevare che la L. 205/2017 ha modificato la disciplina di tassazione degli utili percepiti...