Accertamento, riscossione e contenzioso
30 Settembre 2026
Valore presuntivo degli indizi dopo la sentenza della Consulta
Se, dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 50/2026, la presunzione deve reggere la prova oltre ogni ragionevole dubbio, ogni indizio deve avere una portata precisa e significativa: la somma di elementi deboli non integra una presunzione qualificata.
Nelle ordinanze della Corte di Cassazione (ultima Cass. 16.09.2026, n. 25415) in merito all’indagine sulla portata indiziaria delle presunzioni ex artt. 2727 e 2729 c.c. è dato costantemente rinvenire: “Va innanzitutto rammentato il corretto procedimento logico che il giudice di merito deve seguire nella valutazione degli indizi ai fini della disamina della fondatezza delle riprese: la gravità, precisione e concordanza richiesti dalla legge vanno desunti dal loro esame complessivo, in un giudizio non atomistico di essi (ben potendo ciascuno di essi essere insufficiente da solo), sebbene preceduto dalla considerazione di ognuno per individuare quelli significativi, perché è necessaria la loro collocazione in un contesto articolato, nel quale un indizio rafforza e a un tempo trae vigore dall’altro in vicendevole completamento (Cass. n. 12002/2017; Cass. n. 5374/2017). Ciò che rileva è che dalla valutazione complessiva emerga la sufficienza degli indizi a supportare la presunzione semplice di fondatezza della pretesa, fermo restando il diritto del contribuente a fornire la prova contraria”.Quello che si ritiene di dover esaminare è il riferimento che la Cassazione fa “al contesto articolato” che rende possibile il rafforzamento reciproco degli indizi, idoneo a procurare la fondatezza della pretesa tributaria. Lo scrutinio atomistico degli indizi, nessuno dei quali è nella condizione legale di provare la fondatezza della pretesa, per la mancanza della...