RICERCA ARTICOLI
Lavoro 27 Dicembre 2022

Vincolo di coniugio e sussistenza del rapporto di lavoro subordinato

Condizione necessaria l’irrilevanza del vincolo di familiarità rispetto alle concrete modalità della prestazione nel contesto aziendale. Riflessi dal punto di vista del mondo professionale.

Il rapporto di lavoro subordinato può essere riconosciuto anche nei confronti del coniuge dell’imprenditore o del professionista, ma è necessario che venga rilevata “l’irrilevanza del vincolo di familiarità rispetto alle concrete modalità della prestazione nel contesto aziendale”. Occorre cioè che il Giudice individui una serie di indici sintomatici, quali la collaborazione, la continuità della prestazione lavorativa, o l’inserimento del lavoratore nell’organizzazione aziendale, “da valutarsi criticamente e complessivamente, con un accertamento in fatto insindacabile in sede di legittimità”. Con l’ordinanza 16.11.2022, n. 33759 la Corte di Cassazione ribadisce il principio giurisprudenziale consolidato e fornisce l’occasione per riprendere il tema della possibile convivenza fra i rapporti di lavoro con i familiari e la sussistenza della subordinazione, alla luce dell’art. 2094 c.c. e del particolare regime fiscale dettato dal Tuir per queste tipologie di rapporti. Premesso che, sul piano generale, non vi è alcun impedimento a che fra i coniugi si stipuli un contratto di lavoro subordinato, in concreto ciò non è affatto pacifico, in specie nei confronti dell’Inps e delle prestazioni dallo stesso fornite. Fermo restando che la subordinazione deve essere “provata” da chi la rivendica, questa è una prova non sempre...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.