Assegnazione e-bike ai dipendenti secondo l’Agenzia delle Entrate
Con la risposta all’interpello n. 41/2026 l’Agenzia delle Entrate chiarisce che le e-bike assegnate in welfare aziendale non concorrono al reddito se rispettano gli artt. 100 e 51, c. 2, lett. f) del Tuir; diversamente, si applica il valore normale ex art. 51, cc. 1 e 3.
Con risposta all’interpello n. 41/2026, l’Agenzia delle Entrate ha affrontato il tema del trattamento ai fini Iva e delle imposte dirette di un piano di welfare aziendale, nel quale sia prevista l’assegnazione ai dipendenti di e-bike acquistate in leasing dal datore di lavoro.Tra i quesiti posti dalla società istante, sono stati richiesti chiarimenti sull'imponibilità ai fini della determinazione del reddito di lavoro dipendente in capo ai suoi collaboratori, in occasione della concessione in loro favore e a uso promiscuo delle e-bike. Tale iniziativa rientra in un più ampio piano di sostenibilità aziendale. Infatti, l'Istante afferma di voler concedere ai propri dipendenti delle e-bike in uso promiscuo e che, “oltre che per uso personale ed extralavorativo, la società intenderebbe prevedere che i dipendenti utilizzino le e-bike per gli spostamenti casa-lavoro almeno per il 30% degli stessi, rilevando e monitorando il rispetto da parte dei dipendenti di tale parametro di utilizzo”. L’azienda afferma di volersi fare integralmente carico del costo di tali mezzi per un valore complessivo di 3.600 euro, stipulando un contratto di leasing di 36 mesi. Il costo annuo per e-bike, a carico della società, non dovrebbe eccedere, quindi, 1.200 euro. Tuttavia, il dipendente si farà carico “della parte di costo del velocipede eccedente tale soglia, la quale dovrebbe essere superata, laddove il dipendente dovesse scegliere un modello di e-bike diverso da quello base....