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Diritto del lavoro e legislazione sociale 27 Aprile 2026

Lavoratori fragili e smart working tra legge e contratti collettivi

Il lavoro agile, disciplinato dalla L. 81/2017, assume un ruolo centrale per i lavoratori fragili, favorendo conciliazione e inclusione. La L. 106/2025 riconosce priorità di accesso post-congedo, mentre i Ccnl ne rafforzano l’utilizzo quale accomodamento ragionevole.

Il lavoro agile costituisce una modalità di svolgimento del rapporto di lavoro che, come esplicitato dal legislatore nella L. 81/2017, ha l’obiettivo di incrementare la competitività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Le esigenze di conciliazione, pur essendo trasversali, hanno particolare rilevanza per le categorie di lavoratori fragili. Sin dal periodo Covid, infatti, il legislatore e le parti sociali hanno visto nel lavoro agile uno strumento particolarmente utile alla realizzazione degli accomodamenti ragionevoli, ossia tutte quelle misure volte a favorire l’integrazione delle persone con disabilità e a garantire loro il pieno esercizio dei diritti sul lavoro.Abbiamo visto, infatti, come negli scorsi anni lo smart working sia stato garantito ai lavoratori fragili dalla legge. Da ultimo, l’art. 1, c. 4 L. 18.07.2025, n. 106, oltre a riconoscere un periodo di congedo, continuativo o frazionato, della durata non superiore a 24 mesi, stabilisce al suo termine il diritto ad accedere prioritariamente, ove la prestazione lo consenta, alla modalità di lavoro agile ai lavoratori affetti da malattie oncologiche, o da malattie invalidanti o croniche, anche rare, che comportino un grado di invalidità pari o superiore al 74%. Il riconoscimento dell’accesso prioritario avviene a fronte della presentazione della documentazione da parte dell’Asl competente che attesta la sussistenza delle predette condizioni.Anche nell’ambito della...

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